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Energia: colti in flagranza di risparmio energetico

di Ornella Orlandini e Michele D'Ottavio

Ritratti di piccoli gesti“verdi”: in sella a una bici, davanti ai cassonetti della differenziata, circondati da lampadine a basso consumo, che fanno il pieno alla pompa del metano. Piccole abitudini da 10 in ecolode. Che ci aiutano tutti a risparmiare energia e denaro. E ci stimolano a tenere acceso il cervello.


SILVIO 66 anni, pensionato
ore 16.43

Torino - corso Umbria, 90
Colto nell’atto di prendere l’acqua al punto Smat.

Lo faccio perché l’acqua è buona e costa meno. Quella naturale è gratuita e quella frizzante, con 5 centesimi, riempi una bottiglia da 1,5 l. Abito vicino al Po, l’acqua del rubinetto nel mio quartiere non è molto buona. Avevo visto il punto di distribuzione di Settimo dai miei nipoti. Quando ho letto sul giornale dell’apertura del nuovo punto anche a Torino, sono venuto a vedere. Ora son circa tre mesi che quando posso vengo in bicicletta a prendere l’acqua. Sei bottiglie: tre naturali per mia moglie e tre frizzanti per me.


LIVIO, 42 anni, vicepresidente di una multinazionale americana che vende software
ore 17.49

Torino - via Livorno Colto nell’atto di spostarsi con il Segway.

Lo uso perché mi sento libero, è divertente e soprattutto non inquino. Prima usavo l’auto o la moto, ora non ne ho più bisogno. A Torino saremo in due a utilizzarlo, probabilmente per il costo proibitivo. In America ha un costo che si aggira sui 3200 euro, qui in Italia si devono spendere più di 6000 euro. È un prodotto americano, il suo inventore si è ispirato al verbo italiano seguire per decidere il suo nome. Non ci vuole una patente o un casco per guidarlo, è considerato al pari della bicicletta. Lo si guida attraverso lo spostamento del proprio corpo, segue il baricentro del corpo e imprime la forza avvertendo l’intensità e la direzione del movimento. Si alimenta con un cavo video: otto ore danno un’autonomia di 30-40 km. Con lo stesso costo di un litro di benzina si possono fare circa 500 km. È un prodotto ecologico, in Italia purtroppo il costo è elevato. La politica italiana non mi sembra molto interessata a queste soluzioni, forse è ancora concentrata sulla vendita delle automobili.


SILVIA, 77 anni, pensionata
ore 15.21

Torino - corso De Gasperi Colta nell’atto di differenziare i rifiuti.

Lo faccio perché è una cosa normale, tutti dovrebbero farlo. Lo faccio per i miei figli, i miei nipoti, per il futuro. Non mi costa nulla. Ho una busta grossa che tengo sul balcone, bottiglie, scatole, confezioni…butto tutto dentro e quando è piena, scendo a metto ogni cosa nel suo cassonetto. In questa zona non c’è la raccolta porta a porta, pochi differenziano. Si dovrebbe fare come in Veneto, sono stata lì per due mesi in vacanza, vicino a Bassano del Grappa. Ti portano delle cassettine per ciascun tipo di rifiuto. Quando vengono a ritirare, ti pesano l’indifferenziato. In un anno puoi fare al massimo il peso di sei cassettine, se lo superi, paghi una sovrattassa. E se non fai bene la raccolta differenziata, paghi la multa. La raccolta differenziata costa, ma tutto costa, anche l’aria che respiriamo.


GIACOMO, 46 anni, impiegato
ore 17.38

Torino - piazza Carlo Felice Colto nell’atto di prendere l’autobus.

Lo faccio perché meno prendo l’auto e meglio è. Per andare a lavoro prendo il treno e il bus. Mi è comodo e risparmio.


MAURIZIO, 38 anni, impiegato
ore 17.51

Torino - via Lagrange Colto nell’atto di spostarsi in bicicletta.

È da diciotto anni che uso solo la bici. Prima usavo anche l’automobile, quando vivevo con i miei genitori; da quando vivo per conto mio, ho deciso di non comprarla e di farne a meno. Se mi capita di averne bisogno per andare ad esempio all’Ikea, o aspetto che vada qualche amico o semplicemente non ci vado. Rinuncio. Uso la bici tutto l’anno, se piove prendo i mezzi. Porto il casco da quando mi hanno investito. È pericoloso girare in città, a parte qualche pista ciclabile, altre s’interrompono improvvisamente oppure semplicemente non ci sono. Anche ora sono in una via credo pedonale, in cui non potrei andare, ma per strada è peggio.


LINO e ANGELA, 63 e 60 anni, pensionati
ore 10.20

Torino - corso Botticelli Colti nell’atto di rifornirsi di metano.

Ho sempre usato l’auto aziendale per spostarmi. Quando mi sono comprato la mia macchina ho deciso di prenderla a metano per inquinare il meno possibile. Non prendo i mezzi perché sono scomodi per gli spostamenti che devo fare. L’auto è un mezzo di trasporto, per me ha solo questo uso. Dicono che non sia potente o che non vada veloce, io la uso in città e in autostrada. Spendo la metà di prima. Costa un po’ di più all’acquisto, un 15-20% in più di una a benzina, ma non mi interessa perché non inquina. Sono pochi i distributori di metano, ma esiste una guida per sapere in ogni zona d’Italia dove ti puoi rifornire. Il serbatoio ha un’autonomia di 260 km e non sono mai rimasto a piedi, in casi estremi puoi fare benzina: l’iniezione funziona ancora così. Quando vado a rifornirmi, devo avere le monete. Il pieno è circa 8 euro


MARIA, 62 anni, imprenditrice
ore 19.10
Rivoli - via Pavia

Colta nell’atto di comprare lampadine a risparmio energetico.

Lo faccio perché c’è un risparmio economico prima di tutto e poi perché bisogna imparare a consumare di meno. Mio marito ed io abbiamo cambiato tutte le lampadine di casa e del giardino già da diverso tempo. Negli ultimi 10 anni si è fatta più informazione e ci si è attivati maggiormente su questo tema. È certo che bisognerebbe fare un’informazione a tappeto, per far conoscere il risparmio energetico e soprattutto economico alle persone di tutte le classi sociali. Bisogna spiegare come quantificare il risparmio e come calcolarlo. A primo impatto sembra sia un lusso comprare lampadine a risparmio energetico, perché si spendono anche più di 10 euro a pezzo. Ma bisogna capire quanto consuma in realtà. A conti fatti, con questo tipo di lampadine, è facile che i kilowatt necessari per il fabbisogno della propria abitazione si dimezzino, e di conseguenza diminuisce in proporzione anche il costo della bolletta. Bisogna imparare a farsi i conti. Il risparmio non è sull’acquisto iniziale, ma sulla somma dei consumi. Così siamo attenti anche per gli elettrodomestici. Ora c’è la classe A o A+ ecc, costano di più, ma nell’utilizzo si risparmia di molto.


MARISA, 65 anni, pensionata
ore 12.34

Collegno - corso Francia Colta nell’atto di comprare detersivo alla spina.

Lo faccio per evitare di pagare un sovrapprezzo sul prodotto determinato dalla pubblicità delle varie marche e per ridurre l’inquinamento della plastica. Per lo stesso motivo a casa mia si beve l’acqua del rubinetto. Si parla molto di risparmio energetico e di ridurre l’inquinamento. Sembra che si risolva il problema con la raccolta differenziata, ma sarebbe meglio produrne di meno, non tanto riciclarla a posteriori. Non capisco ad esempio la necessità di involucri diversi e difficili da differenziare. È chiaramente un interesse pubblicitario. Però se davvero non si volesse inquinare, bisognerebbe eliminare tutto ciò che ricopre la merce o almeno dare delle indicazioni e limitazioni. Anche per le medicine: chi ha la necessità di prenderne, ogni settimana si ritrova a buttar via una borsata di scatolette di carta e di plastica. A volte non capisco. Probabilmente diventeremo come i gabbiani, che sono felici di cibarsi dall’immondizia.
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